A soli cinque anni dalla sua primissima apertura, il punto vendita di Forno Brisa in via Galliera ha sentito l’esigenza di crescere. Nel 2020, questa spinta si è trasformata in una vera e propria sfida architettonica: connettere i locali adiacenti per dare respiro a un progetto in continua evoluzione, ripensando completamente la distribuzione degli spazi e l’arredamento del locale originale. L’intervento strutturale si gioca tutto su un affascinante dialogo tra epoche e materiali profondamente diversi. Per unire i volumi all’interno del preesistente palazzo storico e creare un unico, grande ambiente fluido — dedicato sia alla vendita che alla somministrazione — la scelta progettuale è stata coraggiosa. Si è deciso di varcare le imponenti murature del Settecento attraverso l’inserimento di rigorosi portali in acciaio, un contrasto netto e affascinante che rispetta l’imponenza del passato ma dichiara un’identità fortemente contemporanea.
Al centro di questo nuovo respiro spaziale prende forma la “casa del pane”, l’elemento chiave che da sempre definisce l’identità visiva e il logo del brand. In piena continuità con le estetiche già esplorate con successo nei precedenti esperimenti di Forno Brisa Spaccio, l’ambiente è stato avvolto da un rivestimento in doghe di legno caratterizzato da una vivace multicromia. Queste superfici non si limitano a decorare lo spazio, ma abbracciano l’intero bancone e l’iconico elemento della “casa”, andando ad appoggiarsi direttamente sulla struttura dei portali in acciaio. Questo gioco di incastri copre l’intero volume a disposizione, generando una sensazione di continuità visiva che rende l’atmosfera finale calda e incredibilmente accogliente.
Un progetto del genere, tuttavia, trova la sua massima espressione nei dettagli di carattere, che qui si traducono in una riuscitissima ibridazione di stili. La matericità pura ed essenziale degli arredi in legno viene letteralmente accesa dall’energia visiva e grezza della street art: le pareti si sono infatti trasformate in tele urbane per ospitare bellissimi graffiti e murales, nati dalla collaborazione con gli artisti di Collettivo FX e Kiki Skipi. Il risultato finale è un concept visivo magnetico, uno spazio fluido dove l’autenticità naturale del legno in multicromia si fonde senza forzature con l’anima urban street del locale.